In medicina tutto è relativo, "aumentare la portata della sua relatività è progresso" (N. Gentile). La medicina dei riflessi "studia le attività corporee che hanno la capacità, innata o indotta, di manifestarsi all'esterno ovvero di modificare la normale funzionalità organica" (C. Santoro). Essa non può e non deve essere considerata una panacea poichè non realizza la risoluzione di qualsivoglia disturbo, sempre; sempre, però, integrata alle altre forme terapeutiche, è in grado di elevarne straordinariamente il coefficiente di efficacia. Dall'empirismo iniziale, sia pure attraverso una trafila di ostinate e accanite opposizioni, la medicina dei riflessi ha saputo farsi largo nel rigido ed esclusivo dominio della scienza. Con questo trattato, l'autore ha inteso ripercorrere il complesso iter attraverso cui l'energia trasmuta in funzione, interpretato così da scinde:2, per poi rifondere in un "unicum", le attività bioelettrochimiche che animano l'organismo e l'intero movimento fisiologico naturale delle strutture corporee.
A quasi ottanta anni di distanza dalla pubblicazione degli studi condotti dal dott. Nicola Gentile, come una "summa" di tutto quanto sia già stato scritto circa la medicina dei riflessi, questo testo si presenta "al pubblico colto d'Italia" in modo semplice, didattico e preciso, corredato di numerose immagini e disegni, nell'intento di invogliare curiosi e studiosi a sperimentare e giudicare, prima di accettare senza previo controllo ovvero negare a priori.

La mente non si può osservare con mezzi obiettivi. I nostri mezzi, infatti, sono soltanto organi di senso rivolti al mondo esterno. Lo studio della mente si basa sull'osservazione dei suoi prodotti: il pensiero, l'umore e il comportamento - aspetti poco obiettivi, dai quali tuttavia si può ricavare lo stato del suo funzionamento. I segni patologici, o sintomi, permettono di classificare eventuali malattie. Su questi si fondano le diagnosi emesse dalla psicologia e dalla psichiatria. [...]
L'autore mostra come sia possibile partire da quanto ci è stato insegnato per svilupparne le premesse senza negarle.

Nelle storie delle dipendenze affettive, raccontate e testimoniate in questo libro, è possibile rintracciare, sempre, incrinature dei due messaggi costitutivi dell'intera struttura dell'Io, tu sei amato, tu vali, che derivano dal rapporto d'amore originario con i genitori, amplificato dal valore archetipico che la relazione genitoriale porta necessariamente con sé. Le infinite possibilità di incontro tra le proiezioni fantastiche del bambino e l'esperienza del genitore reale, determineranno, nella relazione amorosa adulta, dipendenze di diversa intensità.

Holistic Clinic & University in collaborazione con la Casa Editrice Argo ha ideato una nuova collana specifica dedicata al settore olistico. Presto verrà comunicato il piano editoriale

Il libro analizza alcune patologie generate all'interno di relazioni familiari problematiche.
La prospettiva di analisi proposta nasce da alcuni suggerimenti offerti da rappresentazioni artistiche della mitologia greca. Osservando la conformazione dei piedi di alcuni eroi mitici, infatti, è possibile interpretare l'archetipo che il paziente sta   emulando. Con l'aiuto della riflessologia plantare e le costellazioni familiari di Bert Hellinger, è possibile fare emergere a livello conscio la natura del disagio sofferto di cui il soggetto è portatore. Segue una descrizione iniziale del mito e un'interpretazione psicologica del caso di studio che rievoca il mito introduttivo.

EDITORIA

"Quello che ora più mi spaventa, non sono i rumori assordanti e devastanti dei bombardamenti, né le grida angoscianti di dolore dei 
miei compagni, ma i silenzi infiniti dell'attesa" "Silenzi di Guerra" è la storia di un professore universitario che, per inseguire il figlio, porta i propri passi sulle orme dei soldati, un Geppetto d'inizio Novecento che, per amore, entra di sua volontà nel ventre della balena e sa raccontarcene ogni particolare. Renato Raimo, in scena, ci trasporta per mano, con umanità e crudeltà, nei tunnel, nelle trincee e nei silenzi del primo conflitto mondiale e ce ne fa uscire cambiati. Giugno 1915, ispirato ad una storia vera accaduta tra Pisa e Gorizia:Franco Ferrara, professore della facoltà di Medicina, un padre. Daniele suo figlio. Una ragazza di bianco vestita. La guerra. Marzo 2015, 100 anni dopo, va in scena "Silenzi di Guerra" l'adattamento alla scena di Renato Raimo dell'opera scritta da Federico Guerri, da un'idea di Renato Raimo.